martedì 17 settembre 2013

SCOPRI I CORSI DI FORMAZIONE DI FORMER SRL: CONSULTA IL CATALOGO

Former è un ente di formazione che nasce in collaborazione con Sistemi & Qualità SpA, Ente accreditato con la Regione Lazio n° accreditamento B4496 e con diversi Fondi interprofessionali, operanti in ambito regionale e nazionale.

L’intento della Former è quello di garantire:
Formazione rivolta all’aggiornamento di personale occupato presso le aziende;
Formazione rivolta alla qualificazione di inoccupati desiderosi di “entrare” nel mondo del lavoro;

Formazione rivolta alla riqualificazione di disoccupati o cassintegrati desiderosi di “rientrare” nel mondo del lavoro con qualifiche più facilmente spendibili nel mercato lavorativo;
Attività di orientamento e accompagnamento rivolte ad inoccupati e disoccupati;
Attività di consulenza formativa rivolta alle imprese (analisi dei fabbisogni formativi, individuazione criticità interne, individuazione di strumenti quali tirocini formativi/stage…).

Le aree tematiche in cui Former opera per garantire la formazione sono le seguenti:

·         informatica
·         editoria
·         tecnica ed agricoltura
·         Ristorazione
·         Sicurezza e Prevenzione
·         Addetti alla sicurezza
·         Lingue
·         Energia

·         Sanità e Sociale

Per maggiori informazioni consultate il link di seguito:

http://www.slideshare.net/SistemiQualita/presentazione-corsi-26260443

giovedì 12 settembre 2013

ISCRIVITI AL CORSO PER ENERGY MANAGER

L’Energy Manager  è una figura ad oggi sempre più richiesta ed ha il compito di “individuare le azioni, gli interventi, le procedure e quant’altro necessario per promuovere l’uso  razionale dell’energia, predisporre i bilanci energetici in funzione  dei parametri economici e degli usi energetici finali, nonché i dati  energetici di verifica degli interventi effettuati”.

DESTINATARI

- amministrazioni pubbliche, consorzi, agenzie per l'energia, ordini e collegi professionali interessati a fornire ai propri collaboratori dipendenti/iscritti delle conoscenze specifiche nel settore dell'energia
 - laureandi e neolaureati, interessati a lavorare nel settore dell'energia
- liberi professionisti e consulenti, interessati a offrire prestazioni professionali nel settore dell'energia


OBIETTIVI 
Former propone un corso per fornire ai fruitori le conoscenze di base necessarie per operare nel settore dell'energia come Esperto in Gestione dell'Energia, avviandosi quindi verso la professione di Energy Manager o comunque verso le altre attività collegate al miglioramento dell'efficienza energetica ed all'utilizzo delle fonti rinnovabili.
Il corso è dunque indicato per chiunque sia interessato ad entrare nel mondo dell'energia, anche nel caso in cui non abbia avuto una formazione scolastica ed universitaria specifica.
Questi corsi rappresentano quindi il primo passo per diventare Energy Manager o Esperto in Gestione dell'Energia e consentono di raggiungere quelle competenze basilari che permettono di seguire con profitto i corsi di formazione ed aggiornamento professionale per Energy Manager


MODALITA' DI EROGAZIONE

Il corso nella sua struttura standard ha una durata di 32 ore ed è tenuto da docenti della Sistemi & Qualità SpA. Gli argomenti trattati sono sempre accompagnati da specifici Case Studies.
Per informazioni relative ai corsi (in aula) inviare una mail a info@formersrl.com

PER MAGGIORI INFORMAZIONI POTETE VISIONARE IL VOLANTINO INFORMATIVO ALL'INDIRIZZO DI SEGUITO RIPORTATO :

 http://www.slideshare.net/SistemiQualita/corso-per-enegy-manager

oppure visitate il sito www.formersrl.com o scrivete  a info@formersrl.com


mercoledì 11 settembre 2013

E TU CHE UTENTE DI WHAT'S UP SEI???

Riportiamo questo interessante articolo reperito su buulb.com che definisce le TIPOLOGIE di fruitore di What's UP!!

1. L’INCAPACE – Scarica WhatsApp (rigorosamente a pagamento, ignora le opportunità dell’App Store) solo perché altrimenti escluso da qualsiasi giro di amici. Si rende conto della necessità dell’operazione perché intuisce che ha più probabilità di ricevere risposta con un messaggio messo in una bottiglia gettata nell’oceano piuttosto che a un sms a pagamento. Cede nonostante il suo integralismo nel no a questo tipo di applicazioni. “Mi dà problemi di rete” è il suo cavallo di battaglia, non riesce a capire che senza internet non funziona. Chiede a tutti come si faccia a cambiare foto. Di fronte alla creazione di un nuovo gruppo rimane affascinato come se al Louvre d’improvviso la Gioconda iniziasse a ballare il latino americano. Generalmente, dopo due settimane torna sui suoi passi e rinuncia a WhatsApp: “Preferisco gli sms”. Finirà a vivere su una montagna.
2. IL FISSATO – Vero e proprio maniaco di WhatsApp. Aggiorna lo status anche se muove il pollice per cambiare canale sul telecomando, si cura di scegliere l’emoticon giusta per qualsiasi occasione, cancella conversazioni ormai non più attive e riscopre amici di vecchia data per tenere vive le conversazioni in chat. Perde più tempo a scegliere lo sfondo che a comprendere il calcolo di Eratostene. Quando qualcuno non gli risponde dopo 15 secondi allerta Bertolaso e la protezione civile. Appena apre gli occhi la mattina, anche se è scoppiata la guerra mondiale o – più verosimilmente – la vescica, la prima cosa da fare è controllare WhatsApp. Irrecuperabile.
3. LO STALKER – Il suo obiettivo è uno: controllare gli altri. Categoria che abbraccia genitori, fidanzati, innamorati, gelosoni d’ogni tipo o semplici malati di curiosità. Resta sveglio fino alle 5 del mattino per controllare l’ultima connessione del diretto interessato. Se è online, apriti cielo: immediata la verifica tra i contatti per avviare un sondaggio internazionale sul possibile interlocutore, anch’essoonline in quel momento. Chiedergli di farsi i cazzi propri equivale a chiedere a Bersani di vincere: impossibile.
4. IL NASCOSTO – Nasce per fuggire dallo stalker, come una gazzella da un leone affamato. WhatsApp è una savana, la prima regola è nascondere l’orario dell’ultima connessione. Vive di mosse strategiche quali non connettersi dopo una certa ora per evitare di imbattersi il quell’online che scatenerebbe una tempesta. Nei casi più specifici, adotta foto di fantastici posti esotici con palme annesse per rendersi neutrale alla vista dell’altro. Alla domanda di rito: “Perché non ti vedo mai online?”, dribbla come neanche il miglior Ronaldo: “Mah, non lo uso tanto”. Stratega.
5. IL MALATO DI EMOTICON – Ogni aggiornamento di Emoji per lui equivale a un orgasmo. Conosce a memoria le schermate delle emoticon, troverebbe persino la melanzana anche se bendato e torturato con marchingegni orientali. Illustra agli amici la didascalia di ogni singola emoticon, dalle tende cinesi alle espressioni facciali più irrealizzabili. Adora creare capolavori con la sommatoria di diverse emoticon, veri e propri scenari di vita trasportati su WhatsApp di cui non frega proprio un cazzo a nessuno, come si evince dalla più entusiasta delle risposte “:-)”. Se è un uomo, si mostra convinto di conquistare una ragazza inviandole mazzi di rose virtuali e cuoricini di ogni colore. Marrone, invece, è sempre il colore della sua figura.
6. LA TOMBA – Simpatico come una palla da bowling sui denti. Che gli venga comunicato l’orario di una partita di calcetto, la nascita di un figlio o l’esplosione della sua casa, la tomba adotta solo una linea: legge e non risponde. “Eh, ma tanto se vedi che ho letto è uguale”, la sua risposta a qualsiasi accusa. Sempre visibile online e tendente a ignorare qualsiasi segnale, nei casi più estremi illude l’interlocutore con un continuo digitazione… che neanche Dante per scrivere la Divina Commedia. Dopo mezz’ora di digitazione, torna su online e sparisce di nuovo. Enrico Ruggeri gli dedicherà presto una puntata di Mistero.
7. IL MITOMANE – WhatsApp per lui conta più di Facebook, carta d’identità e reputazione messe insieme. Cambia foto ogni 20 minuti alla ricerca di quella meglio illuminata, dove il ciuffo o la piega sono a posto. Rincorrerebbe i vip per l’intero centro di Milano pur di scattare una foto e impostarla immediatamente come immagine su WhatsApp. Esemplare riconoscibile dallo status “Bella vita” perennemente impostato con emoticons che possono essere palme, cocktail, sigarette e occhiali da sole, tavolta fusi in inguardabili combo.
8. LO SCOMPARSO – Non oscura la sua ultima connessione, la rende anzi ben visibile. Lo cercano tutti in continuazione. Lo scomparso però non c’é praticamente mai. Anche dopo una scarica di 546 notifiche, di cui un invito di Obama alla Casa Bianca e un video amatoriale giratogli da Belen in persona, la sua ultima connessione è di due giorni prima non oltre le ore 12. Nasconde le notifiche e si accorge di tutto quando è troppo tardi, ma attenzione: non si dispera, è consapevole e va avanti per la sua strada. Andreotti attendeva ancora una sua conferma per un calcetto dalle 19 alle 20 del 1939. Va decisamente d’accordo con il nascosto e l’incapace, gli amici lo massacrano quando torna a farsi vivo. Chi l’ha visto.
9. IL RIMORCHIATORE – Qualsiasi strada è buona per arrivare a trovare un po’ di pane per i suoi denti. Il rimorchiatore, dopo esperienze su Facebook e simili con finti profili di gnocche svedesi dietro cui si celavano in realtà contadini calabresi, si espande anche su WhatsApp fino a colonizzarlo: guadagna un numero e passa subito all’attacco, avvantaggiato dall’incognita totale sul nome. Sceglie una foto rigorosamente in bianco e nero, di profilo, dove si veda il fisico. L’approccio al “ci conosciamo?” di lei è il solito: “Indovina” e via con acqua, fuochino, fuoco. La tattica di Napoleone a Waterloo fu più riuscita. Il suo piano ruota attorno alle foto: fa vigere la legge del do ut des, le manda e se le fa mandare. Viene puntualmente rimbalzato per errori gravissimi, come la frase “pensarti non è bello come averti, ma è bello pensare che ci sei” proposta alla prima sera o uno status eloquente e condiviso dalla categoria: “ViVa la ViDa LoCa” con annessi cocktail in emoticon accanto. Finge di avere 23 anni, ne ha 19 e viene sgamato sul profilo Facebook. Tradito da se stesso.
10. IL BOMBARDATORE – Impossibile non conoscerne uno. Una vera e propria mitraglia della tastiera, incapace di scrivere messaggi in blocchi unici. Racconta eventi duraturi ore ed ore con un messaggio dopo l’altro, separando anche gli articoli e le congiuzioni. Un pitone nel pantalone è più piacevole del rumore della raffica di notifiche. Le sue formule per la mitraglietta di messaggi consecutivi senza risposte sono per lo più classiche. “Oh”, “Ci sei?”, “Io sono arrivato”, “Cazzo”, “Si gela”, “Ma”, “Dove sei?”. Scrive papiri e la massima risposta che riceve è un “sì”, dato quanto strazia l’interlocutore. Vietato lasciare il cellulare senza verificare le notifiche se c’è lui nei paraggi: ve ne ritroverete 47 in 10 minuti, chiedendovi come abbia potuto fare. Il bombardatore fa detestare WhatsApp. E rimpiangere il vecchio, caro piccione viaggiatore.


Ufficio Marketing Former

Fonte: http://buulb.com/2013/05/08/i-10-tipi-da-whatsapp/

MARKETING E SOCIAL NETWORK

Il modo di comunicare si evolve e noi ci adattiamo alle nuove forme di comunicazione
Il mondo della comunicazione oggi è soprattutto Social.
I social media hanno aggiunto un elemento "partecipativo" della relazione: l'individuo non riceve solamente le informazioni, ma ha la possibilità di prendere parte alla creazione e alla distribuzione dei contenuti.

SOCIAL CONSUMER
Oggi il luogo dello scambio “sociale” non è un luogo fisico, se non raramente, ma la sincronia di emozioni, scambi di idee, di impressioni e di ricordi affidata alla tecnologia ed al suo straordinario potere di mediazione.
Oggi il luogo dello scambio è il social Network.

L’utente medio di Facebook supera i trent’anni di età.
Facebook funziona per molti come una vera e propria macchina del tempo. Vecchi compagni, colleghi, amici, vicini di casa e semplici conoscenti si ritrovano scambiando immagini e ricordi del passato, mentre per le nuove generazioni i social network rappresentano un’innovativa forma di interazione e di costruzione di nuove relazioni, o presunte tali.
 Linkedin è diventato il riferimento per il mondo del lavoro, dove manager, consulenti, professionisti, fanno network per trovare nuove occasioni, sinergie e sbocchi professionali, ma anche nuove opportunità per fare business.
Twitter  è il social veloce, il social della quotidianità e della riflessione free and fast
YouTube è la possibilità di condividere i video, i nostri video, le nostre emozioni in movimento

MARKETING AND SOCIAL : alcuni dati

Dal punto di vista delle imprese, sappiamo con buona certezza che le reti sociali rappresentano potenti canali di influenza e cambiamento nei comportamenti sociali e, di conseguenza, anche dei comportamenti di consumo. Le reti sociali hanno uno straordinario potenziale di contagio e diffusione di “modelli” di consumo.
Di conseguenza il Social Networking è diventato un ambito di sperimentazione importante per il marketing a cui le aziende, al passo con i tempi, non possono sottrarsi.

Il  77% delle aziende italiane sta effettivamente utilizzando i social media. Tra i settori più attivi in ambito social emergono le aziende di e-commerce (94%), retail (91%) e le Onlus o in genere le organizzazioni non profit (81%).
Le aziende italiane utilizzano i social media soprattutto per consolidare e trasmettere i valori del proprio brand (57%), nonché per comunicare e interagire con i clienti (53%). Cresce l’impiego dei canali social anche per promozioni e vendite (34%), acquisizione di lead (33%) e raccolta feedback su prodotti, attività e servizi (26%).
In Italia Facebook rimane il social media più utilizzato, seguito dai canali di condivisione di video e foto (tra cui il più recente Pinterest) e i network professionali (primo fra tutti LinkedIn). La presenza delle aziende sui social media avviene prevalentemente tramite fan page (65%), profili e canali (58%), anche se crescono gli investimenti in advertising (29%) e applicazioni (20%).

In quest’ultimo anno, i social media occupano un posto all’interno del marketing mix, anche in un’ottica di marketing multicanale: sono infatti utilizzati per generare traffico sul sito, per raccogliere nuovi iscritti per la newsletter e per incentivarne la condivisione sui profili degli utenti. Di rilievo, che circa un quarto delle aziende che utilizza i social media abbia già scelto di integrarli con il Crm, per arricchire i profili degli utenti, con importanti informazioni legate al comportamento o alle preferenze d’acquisto.




venerdì 6 settembre 2013

ULTIMI GIORNI PER ISCRIVERSI AL CORSO PER ADDETTO ALLA SICUREZZA

Ultimi giorni per iscriversi al corso per ADDETTI ALA SICUREZZA.
Il corso avrà inizio il prossimo 16 Settembre e una durata di 3 settimane, con frequenza giornaliera dal lunedi al venerdi (ore 14.00 - 20.00).
La sede del corso è sita nel quartiere Monteverde, via F. Ozanam 125, all'interno dell'Associazione cult. SAS.

 1. MODULO: AREA GIURIDICA
1) Legislazione in materia di ordine e sicurezza;
2) Disposizione di legge e regolamenti che disciplinano
le attività di intrattenimento;
3) Funzioni e attribuzioni dell’addetto al controllo;
4) Norme penali e conseguente responsabilità
dell’addetto al controllo;
5) Collaborazione con le forze di polizia.
2. MODULO: AREA TECNICA
1) Disposizioni in materia di prevenzione degli incendi,
di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
2) Nozioni di primo soccorso sanitario;
3) Nozioni sui rischi legati all’uso e abuso di alcool,
sostanze stupefacenti;
4) L’aids e le malattie sessualmente trasmissibili.
3. MODULO: AREA PSICOLOGICO-SOCIALE
1) Comunicazione interpersonale;
2) Tecniche di mediazione dei conflitti;
3) Tecniche di interposizione



Il corso rilascia un attestato valido ai fini dell'iscrizione agli appositi elenchi della Prefettura al fine di esercitare la professione di addetto alla sicurezza.

Per maggiori informazioni contattare il Dott. Crispolti t.crispolti@sqingegneria.com 06.51604448

giovedì 5 settembre 2013

COME REALIZZARE UNA APPLICAZIONE VINCENTE PER SMARTPHONE

Quello delle applicazioni è un settore in continuo movimento, in continua evoluzione, basti pensare al fenomeno del "churn", ovvero l'abbandono di un'app a favore di un'altra. E’ stato stimato che il  63% delle app utilizzate quotidianamente sia differente rispetto alle app utilizzate quotidianamente un anno fa.
Le applicazioni per smartphone non sono una moda passeggera, anzi, il loro mercato continua a crescere sempre di più. 
Da gennaio a marzo di quest'anno sono state scaricate 13,4 miliardi di applicazioni, di cui 51% tutte in Google Play. Un dato che non stupisce considerando che gli smartphone con Android sono i più diffusi avendo la capacità di coprire tutte le fasce di mercato.

Di seguito quelle che possono essere delle caratteristiche vincenti delle APP, almeno secondo noi :

Mission: perche’ acquistare o scaricare la nostra APP. le idee vincenti sono quelle che risolvono un problema dell’utente o che comunque ne facilitano lo stile di vita

Design:  Oggi il design è fondamentale per un prodotto di nuova generazione. Con design non intendiamo solo la grafica, che quando si tratta di dispositivi mobili è per forza di cose orientata al minimalismo e alla semplicità. Quando parliamo di Design e grafica non possiamo sottovalutare la forza dell’ Icona! L’icona con cui si presenta la app è il biglietto da visita, è la prima impressione ricevuta dal potenziale utente: deve essere bella e ispirare. Quindi vale la pena spenderci un po’ di tempo per renderla leggibile, di alta qualità artistica.

Usability: se l’utente non capisce la app al primo approccio non ci tornerà più. Il layout dovrà essere quindi estremamente chiaro con una solida gerarchia di navigazione (da destra a sinistra, come la scrittura).

Responsive: Un APP, così come un sito deve essere Responsive, cioè  deve dare un continuo feedback all’utente . Ad ogni azione deve corrispondere una risposta.

Social, ma non troppo. Un errore spesso commesso è quello di voler far registrare subito gli utenti con Facebook, Twitter o Google Plus per appropriarsi dei loro dati e usarli come strumento per acquisire nuovi clienti. La cosa più importante è conquistare l’utente che ha deciso di utilizzare la tua app, non i suoi amici. Perché se conquisti questo, sarà lui a invitare i suoi amici a usare il tuo prodotto. Ecco perché le feature di condivisioni sono indipendenti dai social network: condividi con chi pensi che possa trarre giovamento da quello che condividi.


mercoledì 7 agosto 2013

C'E' UN ITALIA CHE FUNZIONA..ANCHE ALL'ESTERO

Il parziale è di due a uno. Per ogni due miliardi in acquisizioni fatte da aziende straniere in Italia, un miliardo viene investito dalle nostre per espandersi oltreconfine. Un risultato forse meno pesante di quanto si potesse immaginare, ma che non lascia spazio a rassicurazioni. Si tratta di operazioni in buona parte medio-piccole, fatte da imprese già presenti sui mercati esteri. Questo ha consentito loro di continuare vendere anche quando il mercato italiano ha cominciato ad arrancare. E a impostare strategie di crescita, comprando marchi e stabilimenti altrove.
 Dal 2009 ad oggi le aziende italiane hanno concluso 241 operazioni per un controvalore pari a 23,1 miliardi. Nello stesso periodo, società straniere hanno acquistato 363 aziende italiane per 47 miliardi.
Big come Eni ad esempio,  negli ultimi cinque anni hanno portato a termine 10 acquisizioni, dal Regno Unito al Canada, per un totale di oltre otto miliardi. Ma anche Campari, molto attiva in America, che ne ha concluse nove per 936 milioni. Luxottica e Recordati sette, investendo 276 milioni e 358 milioni. E ancora Amplifon, Gitech, Autogrill. Aziende grandi, con una struttura finanziaria forte e un mercato di riferimento prevalentemente internazionale. Il 57 per cento delle operazioni è stata fatta in Europa occidentale. Il 23 in Nord America e l’11 in Europa orientale.
Curiosità: nella top 30 delle acquisizioni, solo una è stata fatta in Francia da un’azienda italiana. Si tratta peraltro del ramo italiano della Lafarge, azienda di costruzioni, comprata dalla Sacci. «La maggior parte di queste operazioni però sono fatte da multinazionali tascabili», dice Giuseppe Latorre, partner Kpmg. «Nel tempo l’andamento è mutato. Se prima avevamo tre grandi filoni, quello energetico, il finanziario e il manifatturiero che facevano grosse operazioni, oggi si tratta di operazioni più piccole fatte in larga parte da imprese di medie dimensioni. Quelle che meno soffrono la crisi del mercato domestico. Ma la partita è impari e la forza delle multinazionali straniere è nettamente superiore».
I dati raccontano che la strada del mercato globale per le imprese italiane si è fatta in salita. Se si vuole tentare la scalata è necessario un cambio di paradigma. Una visione meno localistica e una gestione aziendale più audace. Almeno così secondo gli esperti. Qualche esempio c’è. Ma ancora insufficienti a ribaltare il parziale.

REVISIONE ARTICOLO : UFFICIO STAMPA S&Q

SE VUOI LEGGERE L'ARTICOLO COMPLETO CLICCA QUI

VISIONA LO STUDIO COMPLETO REALIZZATO DA KPMG

NEL CASO VOLESSI MAGGIORI INFORMAZIONI CIRCA CORSI DI FORMAZIONE FINANZIATI SCOPRI FORMER